Carissimi, stringetevi a Cristo, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: "Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chi crede in essa non resterà confuso". Onore dunque a voi che credete; ma per gli increduli "la pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra angolare, sasso d'inciampo e pietra di scandalo". Loro v'inciampano perché non credono alla parola; a questo sono stati destinati. Ma voi siete "la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose" di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce.(1 Pt 2, 4-9) .


mercoledì, 24 giugno 2009, ore 13:29

Novena al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo.


 


Particolarmente indicata in preparazione alla festa del Preziosissimo Sangue (1 luglio), ossia dal 22 giugno al 30 giugno.


O in caso di gravi necessità spirituali.


 


O Dio, venite a salvarmi


Signore, venite presto in nostro aiuto


 


Glori Patri


 


Sequenza allo Spirito Santo + Inno Veni, Creator Spiritus


 


Credo (Simbolo niceno-costantinopolitano)


 


Prima Invocazione


 


Eterno Padre, Vi offriamo i meriti del preziosissimo Sangue versato dal Vostro diletto Figlio durante la sua circoncisione, per la santificazione della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, del Santo Padre e Romano Pontefice, dei Vescovi cattolici in comunione con Lui e per la liberazione delle anime sante del purgatorio, specialmente della più abbandonata.


 


Gloria Patri


 


Eterno Padre, Vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo, in riparazione dei miei peccati, per i bisogni della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, in suffragio delle anime sante del purgatorio.


 


Gloria Patri


 


Sangue di Gesù


Salvateci Voi


 


 


 


Seconda Invocazione


 


Eterno Padre, Vi offriamo i meriti del Preziosissimo Sangue, versato dal Vostro diletto Figlio durante la sua agonia nell’orto e Vi chiediamo la pace fra le Nazioni, l’umiliazione dei Nemici della Chiesa, la grazia di cui tanto abbiamo bisogno, la liberazione delle anime sante del purgatorio, specialmente della più prossima all’ingresso nella Vostra gloria.


 


Gloria Patri


 


 


Eterno Padre, Vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo, in riparazione dei miei peccati, per i bisogni della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, in suffragio delle anime sante del purgatorio.


 


Gloria Patri


 


Sangue di Gesù


Salvateci Voi


 


Terza Invocazione


 


Eterno Padre, Vi offriamo i meriti del preziosissimo Sangue versato dal Vostro diletto Figlio durante la sua flagellazione, e Vi chiediamo d’infondere la Vostra luce sugli eretici, gli Ebrei e gli infedeli. Vi supplichiamo, inoltre, per la conversione dei peccatori e la liberazione delle anime sante del purgatorio, specialmente di quelle che devono trascorrere maggior tempo in quelle pene.


 


Gloria Patri


 


 


Eterno Padre, Vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo, in riparazione dei miei peccati, per i bisogni della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, in suffragio delle anime sante del purgatorio.


 


 


Gloria Patri


 


Sangue di Gesù


Salvateci Voi


 


Quarta Invocazione


 


 


Eterno Padre, Vi offriamo i meriti del preziosissimo Sangue versato dal Vostro diletto Figlio nella sua coronazione di spine e Vi chiediamo tutte le grazie necessarie a noi, ai nostri familiari, amici e nemici, e la liberazione delle anime sante del purgatorio, specialmente di quella più ricca di meriti dinanzi a Voi.


 


 


Gloria Patri


 


 


Eterno Padre, Vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo, in riparazione dei miei peccati, per i bisogni della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, in suffragio delle anime sante del purgatorio.


 


 


Gloria Patri


 


Sangue di Gesù


Salvateci Voi


 


 


Quinta Invocazione


 


Eterno Padre, Vi offriamo i meriti del preziosissimo Sangue versato dal Vostro diletto Figlio durante la salita al Calvario e Vi chiediamo la salvezza di quelli che oggi stanno per comparire davanti al Vostro tribunale e la liberazione delle anime sante del purgatorio, specialmente di quella più devota al Vostro Preziosissimo Sangue.


Gloria Patri


 


 


Eterno Padre, Vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo, in riparazione dei miei peccati, per i bisogni della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, in suffragio delle anime sante del purgatorio.


 


 


Gloria Patri


 


Sangue di Gesù


Salvateci Voi


 


Sesta Invocazione


 


Eterno Padre, Vi offriamo i meriti del preziosissimo Sangue versato dal Vostro diletto Figlio nella sua crocifissione per tutti i sacerdoti che di questo Sangue sono ministri e per la liberazione delle anime sante del purgatorio, specialmente di quella verso cui siamo più obbligati.


 


Gloria Patri


 


 


Eterno Padre, Vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo, in riparazione dei miei peccati, per i bisogni della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, in suffragio delle anime sante del purgatorio.


 


 


Gloria Patri


 


Sangue di Gesù


Salvateci Voi


 


 


Settima Invocazione


 


Eterno Padre, Vi offriamo i meriti del preziosissimo Sangue versato dal Vostro diletto Figlio quando la lancia gli aprì il costato e Vi chiediamo che scenda a salvezza di tutti quelli per cui fu versato e per la liberazione delle anime sante del purgatorio, specialmente di quella più devota della Madonna


 


Gloria Patri


 


 


Vergine Immacolata, Vi prego di offrire all’Eterno Padre la Santa Passione e il Sangue Preziosissimo di Nostro Signore Gesù Cristo perché in qualunque parte della terra (oggi o in questa notte) venga evitato almeno un peccato mortale.


 


Gloria Patri


 


Sangue di Gesù


Salvateci Voi


 


 


Attenzione:


Ogni giorno della novena vanno recitate tutte e sette le invocazioni

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martedì, 16 giugno 2009, ore 12:42

Presidente Berlusconi non cada nella trappola del lupo travestito da agnello!


 


I falsi sorrisi di Obama, i detenuti di Guantanamo e un pericolo reale per l’Italia.


 


Di Vandeano2005


 


 


Presidente Berlusconi non cada nella trappola, ordita dal Giuda Iscariota, al servizio dei potentati mondialisti, antiamericani, antioccidentali, ergo anti italiani!


 


La recente visita del premier italiano negli USA avrebbe secondo la grancassa mediatica rinsaldato i rapporti tra il governo italiano e il caravanserraglio guidato dal senatore Hussein Obama. Fermo restando il dovere etico-politico della cooperazione e dell’amicizia tra Italia e Stati Uniti, mai venute meno, permane, grazie a Dio, una siderale distanza politica tra le due compagini governative.


Al di là delle frasi di circostanza, pronunciate dal presidente Berlusconi e dal sen. Obama, le strade per risolvere i grandi problemi del momento sono molto differenti. Ma ciò che deve preoccupate il Cavaliere, e noi Veri Italiani con lui, è la proposta politicamente indecente e suicida di ospitare alcuni detenuti di Guantanamo.


Anzitutto, se Obama riuscirà a spuntarla sul Congresso, assai più saggio su questo punto, e farà chiudere Guantanamo esporrà gli USA e l’Occidente tutto a pericoli gravissimi nei confronti del terrorismo giacobino-islamista. In aggiunta, se costringerà Paesi come il nostro a prendersi alcuni detenuti, ci renderà vulnerabili e facile bersaglio dei terroristi.


 


Il presidente Berlusconi sembra si sia reso disponibile su questo punto. Presidente non  lo faccia!!!!!!!!! Obama non è Re George II! Tratta l’Italia non come partner alla pari, ma come protettorato, colonia di quart’ordine. Altro che amicizia!!


Grazie a Dio, già si è opposto il ministro Maroni. Ministro non demorda!! Ma so che anche autorevoli esponenti del PDL, nonché milioni di elettori moderati sono contrari ad un gesto che potrebbe aprire le porte ad un attentato terroristico anche in Italia. Diverso è l’aumento di contingenti militari nelle zone teatro di guerra al terrorismo, altra cosa è portarci il terrorismo nel cortile di casa con i detenuti di Guantanamo.


 


Saremo pronti anche ad una petizione popolare, rivolta al Presidente del Consiglio, nel caso la sciagurata ipotesi divenisse realtà. Nel frattempo con tutta la forza che abbiamo, imploriamo il Cavaliere:


 


Presidente non cada nella trappola del lupo travestito da agnello!!!!!

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venerdì, 15 maggio 2009, ore 13:58

Quando il gioco si fa duro


 


 


I conservatori americani non devono mollare né rinnegare i loro valori


 


 


Di Mark Steyn


 editorialista della National Review ed  autore di "America Alone"


 


L’Occidentale 13 maggio 2009


 


Ebbene, sì che è finito. Chiunque, da James Carville a Colin Powell, lo va dicendo. “Il partito repubblicano è in guai grossi” ha detto il generale Powell a un gruppo di persone pronte a pagarlo piuttosto bene per questa sua profonda analisi. “Gli americani vogliono pagare le tasse in cambio di servizi. Gli americani vogliono più governo nella loro vita, non meno”.


Che lo vogliano o meno, sicuramente lo avranno. E se vi piacciono i grandi governi, pensate solo a quanto sarà grande una volta che entrambi i partiti avranno aderito al concetto. Ricorderete che Powell ha votato per Barack Obama, uscendosene con frecciate pubbliche verso il suo “caro amico” John McCain, dopo anni di più discrete frecciate  - raccolte in genere da Bob Woodward - verso i suoi non altrettanto cari colleghi nell’amministrazione Bush. Ma a voler essere onesti con l’ex segretario di Stato, il suo arioso avallo della formula 'più governo e più tasse' è quanto di più vicino a una dottrina politica coerente abbia mai avuto.


Una delle più celebri dichiarazioni di Powell è stata quando espresse la sua logica stringente; dopo la guerra del Golfo del ‘91, si oppose in questi termini a un possibile intervento americano nei Balcani: “Operiamo nel deserto, non sulle montagne”, spiegò. In realtà, in quel periodo, gli Stati Uniti avevano appena cominciato a operare nel deserto. La decisione presa dal primo Bush, su insistenze dello stesso Powell, di non rovesciare Saddam e di fermare le forze della coalizione alle porte di Baghdad, fu un messaggio rivolto al mondo intero – sull’America e i suoi scopi – di cui scontiamo ancora le conseguenze.


Saddam ne approfittò per prendersi una sanguinosa rivincita su curdi e sciiti, che mai si sarebbero immaginati che le superpotenze del mondo avessero allestito una poderosa coalizione solo per combattere una mezza guerra, terminandola quando ancora non era decisa. Si tratta di uno scorcio interessante di quello che significa essere tra chi beneficia della celebrata “moderazione” di Powell.


E così non ho una grande considerazione del pensiero strategico di Powell, in casa o all’estero. Per come la vede il generale, il partito repubblicano deve essere come una “grande tenda”: in questo momento la tenda è vuota, con appena qualche “povero esaltato” e degli ospiti nei talk-show “che cercano lo scontro” e appaiono simili a dei forsennati nell’atto di sbranare dei poveri agnelli. Nella tenda  democratica invece ci sono neri, gay, sindacati, professori, Ben Affleck: una parata di diversità.


In effetti, la tenda del GOP ha molti poli: contiene i conservatori in campo sociale, i liberali, i conservatori in campo fiscale, i falchi della sicurezza nazionale. Questi gruppi non sempre  vanno d’accordo. I conservatori soffrono la tolleranza dei liberali verso i matrimoni gay e l’aborto. I liberali non capiscono l’ossessione dei falchi verso la crescita di certe nazioni nelle zone più infernali dell’Islam. Tanti falchi non comprendono perché mai i conservatori siano tanto restii ad aumentare le tasse quando c’è una guerra in corso. C’è bisogno di un grande sforzo per conciliare tutte queste componenti in misura sufficiente a mantenere in piedi la tenda. E all’inizio del ciclo elettorale del 2006, tra un Congresso che si rifiutava di parlare di soldi e una guerra che sembrava essersi trasformata in una serie infinita di difficili operazioni coloniali, i diversi poli del GOP avevano iniziato ad agitarsi.


La coalizione repubblicana è come un matrimonio senza amore che si protrae nel tempo: arrivano i tempi cattivi, e quelli pessimi. E, sebbene liberalismo e conservatorismo sociale siano dottrine dai principi a prova di errore, i capricci della politica fanno sì che spesso siano rappresentati ufficialmente da opportunisti assolutamente fallibili e senza principi come Arlen Specter (il senatore repubblicano passato con i democratici, ndt) o da mezze figure, anch’esse senza principi, come Lincoln Chafee (il senatore repubblicano non rieletto alle ultime politiche che nel 2007 è uscito dal  partito, ndt). Nel frattempo, nell’altra tenda, festeggiano la diversità con un’idea spietatamente fissa: nella parata democratica, qualunque sia il tuo problema, il governo è la risposta. Il governo è il mezzo, il governo è il fine, il governo è la magia. Tutto ciò dà loro un’unità d’intenti con cui il GOP non può competere.


Eppure, eppure... Lo scorso novembre, nonostante la dissipatezza fiscale del GOP, nonostante la October surprise nel settore finanziario, persino con una raffazzonata lista di nomine incapaci di articolare una qualsiasi logica intorno alla candidatura per le presidenziali o anche mettere insieme un pensiero coerente in economia; nonostante un compagno di corsa vittima di una brutale eliminazione tutta giocata su argomenti frivoli, nonostante il suo avversario fosse un affascinante, carismatico beniamino dei media di importanza storica, e nonostante dovesse scontare il ciclo naturale di un sistema bipartitico, il candidato “senza speranza” e poi “travolto” ha pur sempre ottenuto il 46 per cento dei voti. Va bene, non è il 51 per cento. Ma anche così, il 53 per cento di Obama non è stato un cambiamento della portata di un terremoto, anche se Obama crede che lo sia.


Per dirla alla Powell, il generale pensa che il partito repubblicano sia nel deserto. In realtà sta scalando una montagna. Tutto sommato, la resistenza del conservatorismo americano è una delle rivelazioni più considerevoli della recente storia politica occidentale. Sta lottando contro membri del suo stesso partito, contro un sistema dei media che – sulle questioni che contano – assume come posizione di base quella dei democratici.


Si consideri questo più che benevolo profilo di Colin Powell scritto da Todd Purdum sul New York Times nel 2002: “L’approccio di Powell a quasi tutti i problemi (esteri o nazionali) è pragmatico e non ideologico. E’ internazionalista, multilateralista e moderato. Ha appoggiato il diritto all'aborto ed è stato sempre propositivo”. E dunque, sostenere “l’internazionalismo”, “il multilateralismo”, “l’aborto e le quote razziali” significa essere “moderati” e “non ideologici”? E chi la pensa in modo diverso è accecato dall'ideologia? Assolutamente. L’obiettivo di una larga fetta della sinistra non è prevalere nel dibattito pubblico ma cancellarlo prima che abbia inizio.


Uno può farlo in tanti modi: aggredendo i conservatori quando appaiono all’università, proibendo i “discorsi dell’odio” con decisioni fantasiose di giudici attivisti o semplicemente, come fa il Times, dichiarando ogni volta che la tua posizione è quella “moderata” e “non ideologica”, anche quando, come capita spesso, la posizione “estrema” è appoggiata dalla maggioranza degli elettori. In questo modo, per Colin Powell è Ann Coulter a essere brutale, e non Michael Moore, che paragona i jihadisti che fanno saltare in aria i soldati occidentali in Iraq ai Minutemen americani e viene ricompensato con un posto accanto a Jimmy Carter nel box presidenziale alla Convention democratica.


E’ una montagna, e sta diventando sempre più ripida da scalare. Le promesse di una “libera” assistenza sanitaria renderanno altri elettori suscettibili alle blandizie di uno stato-bambinaia. I democratici hanno i loro piani per Internet e la radio che porteranno a diminuire le voci repubblicane. Ancora una sessione della Corte suprema, e il Primo e Secondo emendamento cominceranno a essere rosicchiati. Gli uomini di Obama alla ACORN, già sotto indagine in diversi stati per registrazione irregolare dei votanti, avranno una parte di primo piano nel censimento del 2010.


Ma quando il gioco si fa duro, non puoi, come suggerisce Powell, “muovere verso il centro”. Sei tu che devi attrarre il centro verso di te, come fecero Ronald Reagan e Margaret Thatcher. E’ una mossa più difficile, ma se la scelta è tra più governo e più tasse, o più libertà e maggiori opportunità, allora io scelgo la seconda possibilità, e così dovrebbe fare il partito repubblicano, per quanto difficile possa essere. A differenza di Colin Powell, il conservatorismo non ha paura delle montagne.


 


 


 


Post scriptum vandeano:


 


È un articolo coraggioso e profetico, cui voglio solo aggiungere, da buon esponente delle Destra religiosa, della Destra di Dio, che l’America vera, la Terra benedetta da Dio e dalla Vergine Immacolata supererà questa tormenta, questo tsunami politico, perché il Dio degli Eserciti, Giusto Condottiero è con lei. Il regime filomondialista, neoallendista del senatore Obama verrà sconfitto perché Deus vult!!!


Il GOP si faccia vessillifero di questa Santa Crociata pro-America, ossia pro-Occidente. Altrimenti, l’asfissia dell’obamismo renderà gli USA, subalterni alle nuove superpotenze. È possibile un mondo senza la supremazia americana? Sì, ma allora dico agli oppositori dell’imperium americano – e ci sono anche amici a destra – sarà migliore l’Impero che sostituirà quello degli Stati Uniti? I’Impero del dollaro è perfettibili, ma suoi eventuali sostituti come saranno? Io spero che il post-occidente non debba mai sperimentarlo, perché il totalitarismo della dissoluzione è il peggiore, perché ti uccide senza che tu te ne accorga.


 


 


Gesù Cristo, Re delle Nazioni


e la Vergine Immacolata benedicano


gli Stati Uniti d’America


e la Civiltà Cristiana prossima a venire!!!


 


 

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lunedì, 04 maggio 2009, ore 01:55

Conserviamo la luce della Croce del Divino Sofferente attraverso l’Immacolata!


 


L’ultima omelia del card. Giuseppe  Siri


(8 dicembre 1988), legato spirituale imprescindibile per tutti noi.


Meditiamola in ricordo del ventennale della scomparsa dell’Augusto Cardinale.


 


Sia lodato Gesù Cristo!


            Avete ora ascoltato, dalla lettura del diacono, la grande pagina del Vangelo. Mi domando – come qualcuno di voi ha certamente fatto – perché oggi, festa dell’Immacolata, si sia letto quel brano del Vangelo, scritto da San Luca. Noi sappiamo – e lui stesso lo accenna – che Luca per scrivere la storia del Signore ha intervistato quanti esistevano ancora e avevano direttamente conosciuto Gesù; non possiamo pensare che abbia interrogato gli Apostoli e non la Madre che era lì!


            Ecco che oggi si è letto quel brano del Vangelo che contiene con chiarezza, con parole che vengono direttamente da Dio (l’Arcangelo è un messo del Creatore) l’affermazione che Essa è stata concepita Immacolata; altrimenti non potrebbe aver sentito un simile saluto – Ave! – che Le era dato a nome di Dio e non si sarebbe sentita dire che era piena di grazia e che aveva il Signore con sé.


            Ma c’è un  altro motivo per la lettura di quel brano: il brano contiene l’annuncio dell’Incarnazione del Verbo, il fatto unico, il più grande dell’intera storia umana, che riflette la sua luce e la sua potenza in tutto quello che ha a che fare col Verbo.


            Ma a questo punto le mie considerazioni e le vostre devono fermarsi qualche momento. Voi sapete che senza la luce per noi il mondo sarebbe come se non esistesse; è per la luce che possiamo vedere la bellezza. Se non ci fosse la luce godremmo di niente. Questo principio -  che è universale, che vale per tutti e in tutti i casi -  ha delle applicazioni quando si legge il Vangelo. Applicazioni per noi importanti perché hanno valore per dare il tono e molte altre cose alla nostra vita.


            Se spalanchiamo gli occhi che cosa vediamo di questo mondo?


Guerre: sì che stanno per estinguersi, ma con altre che possono sorgere con il pericolo, sempre perseverante, che l’umanità ricada in una catastrofe generale.


La felicità che pare sfumata da questo mondo. Lo stesso ordine economico, il più prossimo e il meno difficile all’uomo, che non  riesce sul piano internazionale ad assestarsi. Uomini e donne che soffrono e che non vedono avvicinarsi il rimedio per le loro gravi malattie, per i loro affanni.


 


(N.R.D. Pausa di silenzio molto lunga di Sua Eminenza)


 


            Sarebbe lo sguardo, dato sul mondo, un giudizio di decadenza e un principio di pianto. Ma se il Figlio di Dio si è fatto uomo – questo è il messaggio della pagina che è stata letta – non possiamo disprezzare in tale modo il mondo creato da Dio.


            Se L’Eterno Verbo è venuto tra noi per essere come noi e ad ammetterci a una amicizia, che non potremo, non dico desiderare, ma neppure ipotizzare, questo non è quella specie di feccia cadaverica che si vorrebbe; è sempre creatura di Dio. Ecco che la luce, avvicinandosi cambia lo stesso giudizio che possiamo dare sul nostro mondo e sulla nostra età.


            E così accade della luce che è Dio e che viene da Dio, in tanti modi. I malanni sono i malanni – e non possiamo dire che non lo siano! – però quando la luce della Croce del Divino Sofferente si avvicina, i malanni prendono un altro tono e possono essere anche coniugati con la felicità che parimenti raggiunge gli uomini sulle loro strade.


Tutto si trasforma!


            Se in questa basilica non ci fosse la luce – molta! – noi non ne vedremmo e non ne godremo lo splendore. Tutte le parole del Vangelo che si avvicinano alla vita degli uomini, possono cambiare l’aspetto delle cose che respingono, che addolorano e che spengono in noi l’istinto della gioia e la resistenza della fiducia, del nostro lavoro e delle nostre imprese.


            La luce che viene di là ha il potere di cambiare tutto e ridonare la gioia, la speranza, la salvezza. Ecco il Vangelo che abbiamo letto. Auguro ai più aperti sprazzi di luce nelle anime vostre; che abbia curato, se ci fossero, i vostri dolori. Quella luce abbiatela sempre negli occhi, vi accompagni e migliori tutta la vostra vita.


            Così la festa dell’Immacolata è passata davanti ai nostri occhi con un glorioso raggio di sole. Conserviamolo e siamo degni di conservarlo!


Sia lodato Gesù Cristo!


 


 


Questa omelia venne pronunciata dall’Augusto Cardinal Siri nella Chiesa dell’Immacolata della sua parrocchia natale, e compendia tutto il suo amore per la Divina e Celeste Madre, Auxilium Christianorum  e Regina delle Vittore. Un  ottimo stimolo per eccitare in tutti noi la Santa Devotione all’Immacolata, particolarmente in questo Mese di Maggio a Lei dedicato e nel quale il card. Siri era e nato alla vita umana (20-05-1906) e a quella del Cielo (2- 05- 1989).


 


 

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sabato, 02 maggio 2009, ore 19:06

Giuseppe Siri, cronologia di un santo.


 A 20 anni dal transitus


 


20 maggio 1906: Nasce a Genova, parrocchia di Santa Maria Immacolata da Nicolò e Giulia Bellavista.


16 ottobre 1916: Entra nel Seminario minore del Chiappetto a Genova.


1917: Passa al Seminario Maggiore di via Porta d’Archi.


1926: Si trasferisce a Roma per seguire i corsi della Pontificia Università Gregoriana.


22 settembre 1928: È ordinato sacerdote in Cattedrale dall’arcivescovo, card. Carlo D. Minoretti.


23 settembre 1928: Celebra la prima Santa Messa nella Basilica dell’Immacolata, sua parrocchia natale.


1928: Torna a Roma per completare gli studi, esercitando contemporaneamente il ministero come cappellano nell’agro romano.


Luglio 1929: Consegue la Laurea in S. Teologia summa cum laude.


Autunno 1929: Torna a Genova per assumere l’ufficio di Cappellano presso la parrocchia di S. Zita e presso l’Opera Giosuè Carducci in corso Firenze.


1930: È nominato Professore di Teologia Dogmatica nel Seminario arcivescovile (incarico che manterrà fino al 1946) e di Teologia Fondamentale per un anno.


1931: Inizia una multiforme attività di predicatore e di conferenziere, nonché di insegnante di Religione presso i Licei D’Oria e Mazzini.


1936: È nominato Esaminatore pro sinodale presso la Curia Arcivescovile e poco dopo succede al futuro card. Giacomo Lercaro quale Rettore del Collegio Teologico San Tommaso d’Aquino.


11 marzo 1944: Pio XII lo nomina vescovo titolare di Liviade, deputandolo quale Ausiliare dell’arcivescovo Card. Pietro Boetto.


7 maggio 1944: Il Card. Boetto lo consacra solennemente nella Cattedrale di San Lorenzo, nominandolo contemporaneamente canonico onorario.


14 maggio 1946: Pio XII lo promuove arcivescovo di Genova.


30 maggio 1946: Prende solennemente possesso della Sede arcivescovile di Genova. Si festeggia Santa Giovanna d’Arco.


1946: È nominato Cavaliere di Gran Croce nell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e consulente morale nazionale dell’U.C.I.D.


1949: È nominato presidente del Comitato Permanente delle Settimane Sociali.


12 gennaio 1953: Pio XII gli conferisce la porpora cardinalizia, assegnandogli i titolo presbiterale di Santa Maria della Vittoria.


14 gennaio 1953: Riceve dalle mani del santo Pontefice la berretta cardinalizia.


16 gennaio 1953: Prende solenne possesso della Chiesa di Santa Maria della Vittoria, suo titolo cardinalizio.


1955: È nominato Presidente dell’Apostolato del Mare Italiano e Presidente della commissione episcopale per l’alta direzione dell’Azione Cattolica Italiana.


Maggio 1956: È nominato Balì Gran Croce d’onore e Devozione nel Sovra Militare Ordine di Malta.


Agosto 1956: È designato quale Legato Pontificio per le celebrazioni in onore di Sant’Ignazio di Loyola in Spagna, dove il Capo dello Stato gli conferisce la Gran Croce dell’Ordine di Isabella la Cattolica, Regina santa e cristianissima.


1958: È designato quale Legato Pontificio a Bruxelles in occasione delle «giornate cattoliche internazionali» dell’Esposizione Internazionale della capitale belga.


1958: È nominato Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Incarico che conserverà fino al 1965.


25-28 ottobre 1958: Partecipa al conclave da cui uscirà “eletto” papa Giovani XXIII.


15 dicembre 1960: Quale Legato Pontificio celebra nella Cattedrale di Bruxelles il matrimonio del Re Baldovino I con Doa Fabiola de Mora y Aragon. Nell’occasione il sovrano gli conferisce la Gran Croce nell’Ordine di Leopoldo.


1960: È chiamato a far parte della Commissione preparatoria del Concilio Ecumenico Vaticano II.


1962: Prende parte al Concilio Ecumenico Vaticano II, del cui Consiglio di Presidenza sarà chiamato a far parte l’anno dopo.


Maggio 1963: È insignito dal Capo dello Stato della Gran Croce nell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.


19-21 giugno 1963: Partecipa al conclave dal quale uscirà “eletto” papa Paolo VI.


1967: Partecipa al Sinodo dei Vescovi.


1968: È annoverato fra i componenti la Commissione per la revisione del Codice di Diritto Canonico.


1971: Partecipa al Sinodo dei Vescovi.


1974: Partecipa al Sinodo dei Vescovi.


25-26 agosto 1978: Partecipa al conclave da cui uscirà eletto papa Giovanni Paolo I.


15-16 ottobre 1978: Partecipa al conclave da cui uscirà eletto papa Giovanni Paolo II.


1979: Partecipa alla Riunione Plenaria del Sacro Collegio.


1982: Partecipa alla Riunione Plenaria del Sacro Collegio.


18 settembre 1982: Diviene cardinale antiquior del Sacro Collegio.


1985: È insignito dell’Onorificenza di Balì Gran Croce di Giustizia nel Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio dei Borboni delle Due Sicilie.


21-22 settembre 1985: Accoglie in Visita Pastorale a Genova il Santo Padre Giovanni Paolo II.


1986: In seguito all’unificazione delle due diocesi, assume il titolo di arcivescovo di Genova-Bobbio.


6 luglio 1987: Rassegna nelle mani del Pontefice le dimissioni dal governo pastorale dell’arcidiocesi di Genova-Bobbio, restandone Amministratore Apostolico fino al 15 ottobre.


15 ottobre 1987: Si congeda ufficialmente dall’Arcidiocesi.


24 ottobre 1987: Trasmette, con la consegna simbolica del Pastorale, i poteri arcivescovili al suo successore,mons. Giovanni Canestri. Si ritira a Villa Campostano in Albaro.


8 dicembre 1988: Santa Messa nella Basilica dell’Immacolata e sua ultima omelia.


2 maggio 1989: Spira nel Signore.


 


 


 

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